La mia vita in infradito: romanzo per chi ama FUERTEVENTURA
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La mia vita in infradito: il primo romanzo di Emiliano Brinci

La mia vita in infradito

La mia vita in infradito: sinossi

Che cosa succede quando all’improvviso, e senza notifica, ti arriva una lettera rivelatrice?

Una lettera che ti catapulta indietro nel tempo, al periodo in cui eri una piccola bambina indifesa?

Ludovica è una giovane imprenditrice toscana che vive a Londra, una città senza anima che detesta.

Dopo una serie di fallimenti personali Ludovica torna a Montalcino, il paese dove è cresciuta, per aiutare le uniche persone a cui tiene veramente: la sua famiglia.

La storia di Ludovica è una storia contemporanea, di fragilità e insuccessi, di delusioni, di promesse spezzate, di ritmi sconnessi a cui la società contemporanea ci abitua, con i suoi scossoni e i suoi repentini cambiamenti.

Una storia di speranza e resilienza perché a volte, quando tutto sembra perduto, basta trovarsi di fronte alla grandezza dell’oceano per capire che puoi essere felice come non lo eri mai stato prima.

La mia vita in infradito: spoiler

“Ad attenderla lei: la spiaggia di Cofete, con la sua strada a strapiombo sull’oceano, i tornanti a gomito e un panorama mozzafiato. Sorrise ricordando il riflesso incondizionato che le fece spalancare la bocca quando la vide per la prima volta.

Era ventosa e solitaria, per questo se ne innamorò.

Fuerteventura era piena di spiagge bellissime, ma Cofete non era come tutte le altre. Ludovica aveva una passione atavica per quel luogo misterioso dove la natura incontaminata, il vento, l’acqua e la terra convivevano perfettamente integrati uno con l’altro. In quella spiaggia dai profili alieni, coesistevano le onde dell’oceano, che con il loro moto perpetuo cercavano di fondersi, senza riuscirci, con il Pico de Jandía: il punto più alto dell’isola”.

La mia vita in infradito è edito da InfugaEDIZIONI e puoi acquistarlo su AMAZON [LINK].

Buon viaggio.

La mia vita in infradito
La mia vita in infradito

Recensioni migliori

Bello, avvincente, l’ho letto tutto d’un fiato. Mi sono innamorata di Ludovica, di Dante, di Federico. Mi dispiace sia finito. Avrei voluto continuare a leggere delle loro vite, di come si sono evoluti. Ritrovarmi a Fuerteventura, sulle spiagge, sentire la sabbia calda, il mare freddo…spero che Emiliano continui a portarci nei suoi luoghi, nelle sue storie, tra i suoi personaggi! Grazie! Perchè il tuo sogno si è avverato e dai la speranza a chi ti legge, che veramente se si vuole, si può arrivare ovunque!
Ci sono libri che ti prendono per mano e ti portano in posti lontani..... questo è uno di quelli......ti ritrovi, senza nemmeno accorgertene, nella vita di Ludovica, nella campagne toscane e ti immergi in profondi pensieri e sogni che a volte diamo per scontati. Complimenti ad Emiliano
Staccare la testa … sognare, immergersi in una vita non tua e provarne piacere. Questa è la sensazione che ho avuto leggendo questo libro… tanto da chiedermi alla fine …beh ? Ci sarà un seguito vero? Attenderò speranzosa ☺️
Questo è uno di quei libri che ti entrano dentro a piede dritto senza chiedere il permesso e decidono di crearti un mix perfetto di emozioni. Ho amato la storia di Ludovica, reduce di un passato che con lei si è rivelato crudele e meschino e dalla quale lei stessa a sempre cercato di scappare, ma si sa il passato prima o poi viene a prenderti e per Ludovica è stata una lettera scritta da sua nonna a riportarla indietro dove è cresciuta con nonno Dante, personaggio dolcissimo e che incarna totalmente la parte genitoriale quel senso di protezione e pace che Ludovica si era dimenticata. C’è poi il suo ex Federico, uno spirito libero e mai affidabile che però non ho odiato, anzi mi ha ricordato quante volte siamo prigionieri della nostra vita frenetica. Quando Ludovica torna sarà con Dante che deciderà di iniziare un viaggio on the road per unire la vecchia generazione con la nuova generazione. Un progetto che infondo è ciò che servirà a Ludovica per capire quale sarà la strada da percorrere, anche se a volte la scelta l’abbiamo proprio sotto il nostro naso. Un libro commovente, fresco e che porta il lettore a riflettere su diversi aspetti della vita. E sapete perché ho amato alla follia Ludovica? Perché alla fine dei giochi lei a scelto di amare se stessa.
La mia vita in infradito
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